| Delle tre figlie di Soun Tendo, Nabiki era quella che amava il denaro sopra ogni altra cosa.
Era un arrivista, una strozzina e una truffatrice senza pari, e la sua mentalità puramente materialista non la rendeva molto simpatica ai suoi coetanei.
Ripensandoci ora persino lei ne ride, dicendo che a quei tempi
non riusciva a pensare ad altro che al modo per diventare la ragazza più ricca del Giappone... un progetto destinato a rimanere incompiuto a causa della nascita di sua figlia, Sakura Honami Tendo.
Era una bella bambina con i capelli neri e gli occhi castani come quelli della sua giovane madre, che le aveva dato due nomi. Il primo (Sakura) era il nome che il padre avrebbe voluto dare a Nabiki, ed il secondo (Honami) era quello a Nabiki sarebbe piaciuto avere.
A quell'epoca Nabiki aveva solo 18 anni, era poco più che una ragazzina, e aver avuto una bambina aveva cambiato radicalmente la sua esistenza. La sua mente si poneva un sacco di problemi, a volte anche inutili, e si sentiva diversa dalle sue coetanee, che parlavano di feste e di ragazzi, e sapeva che la differenza sarebbe durata per sempre.
Ma ormai Nabiki aveva preso la mia decisione, e non sarebbe mai tornata indietro... rinunciare significava abbandonare la piccola Sakura, e lei, per quanto fosse egoista e cinica, non avrebbe mai potuto convivere con una simile colpa.
Gli anni passavano veloci e Sakura aveva imparato a dire mamma, a camminare, a fare i capricci, ad andare in bici e, infine, aveva iniziato ad andare a scuola.
Fu più o meno a quell'epoca che Nabiki decise di andare a vivere da sola.
Era stufa di Tokyo, una metropoli in cui una giovane psicologa come lei poteva aspettarsi solo di diventare la segretaria o l'assistente di qualche collega più facoltoso... non era per quello che aveva fatto così tanti sacrifici.
Non era quella la vita che voleva.
Decise quindi di andare a cercare fortuna in una piccola città della prefettura di Aomori: Takashima.
La scelta di Nabiki non fu casuale: qualche anno prima lei e le sue sorelle avevano evitato da una vecchia zia paterna una casa di campagna. Era talmente malridotta che nè Kasumi nè Akane la volevano " Sta ancora in piedi solo perchè si è seccata la vernice! "
aveva detto Kasumi, ma Nabiki decise di farla restaurare... per venderla al miglior offerente!
Però, una volta ultimati i lavori e dopo aver dato fondo a tutti i suoi risparmi, la villa le piaque a tal punto che decise di tenerla per sè.
L'idea di trasferirsi non andò giù ai suoi familiari, ma Nabiki aveva 26 anni, ed era libera di fare tutto quello che voleva.
L'inizio della sua nuova vita in solitaria non fu per niente facile. Desiderava sopra ogni cosa di riuscire ad aprire uno studio tutto suo, ma per qualche tempo dovette rinunciare a questa idea.
Divenuta un agente di polizia (con l'incarico di negoziatrice) ebbe un ruolo fondamentale nelle indagini che portarono alla cattura di una pericolosa terrorista che per settimane terrorizzò la popolazione di Takashima.
La relazione fra Nabiki e Sentaro, uno dei suoi colleghi, era iniziata proprio durante le indagini. Lei si era innamorata quasi subito di lui, ma Sentaro, che pure se ne era accorto, era troppo timido per dichiararsi.
Alla fine toccò a lei fare il primo passo.
Sentaro era l'uomo giusto per Nabiki: era un brav'uomo, altruista e sensibile, che a volte le ricordava suo padre. E voleva un gran bene a Sakura.
Nabiki aveva avuto molte altre storie prima di quella, ma nessuno dei suoi precedenti compagni aveva dimostrato tanto affetto per sua figlia.
Si. Sentaro era l'uomo giusto, e ne era sicura.
Dopo aver lasciato la polizia, riuscì ad aprire il suo studio medico dove iniziò ad esercitare la professione di psicologa
e, dopo che Ukyo si fu rimessa dalle ferite che aveva riportato nell'ultima missione di pace a cui aveva preso parte, le propose di diventare la sua socia. Curiosamente Ukyo, poco incline a ricevere le lusinghe di Nabiki, accettò.
Quello fu il periodo più felice per Nabiki.
Lavorava insieme alla sua migliore amica, le cose a casa andavano bene e, presto o tardi, si sarebbe sposata e la sua bambina avrebbe finalmente avuto un padre.
Che cos'avrebbe potuto desiderare di più?
Forse una vita un pò meno movimentata... |